Scopri tutte le novità su Parlons Enfance: notizie, consigli e risorse

Quando un ente pubblico avvia una consultazione sull’infanzia e la genitorialità, la questione che si pone immediatamente è quella della scala: quante persone rispondono, quale profilo hanno e cosa si fa concretamente con i risultati? L’indagine Parlons Enfance, condotta dall’Ufficio della Nascita e dell’Infanzia (ONE) nel 2025, fornisce dati utilizzabili su questi tre punti.

Consultazione multilingue e multimodale: cosa distingue Parlons Enfance da un sondaggio classico

La maggior parte delle indagini istituzionali si limita a un questionario online, in una sola lingua, rivolto a un pubblico adulto. Parlons Enfance ha intrapreso un percorso diverso su diversi assi tecnici.

Critero Indagine istituzionale classica Parlons Enfance (ONE, 2025)
Età minima 18 anni 13 anni
Lingue disponibili 1 a 2 9 lingue
Modalità di risposta Modulo scritto Scritto o messaggio vocale
Anonimato Variabile Questionario anonimo
Durata della raccolta Vari mesi Dal 1 ottobre al 3 novembre 2025
Numero di rispondenti Qualche migliaio (ordine di grandezza) Oltre 10.000 persone

Il formato vocale merita un’attenzione particolare. Permette ai genitori poco a loro agio con la scrittura, ai giovani o alle persone per cui il francese non è la lingua madre di esprimersi senza filtro redazionale. 9 lingue e un formato vocale aprono la consultazione a pubblici abitualmente assenti dalle indagini sulla famiglia.

Tra le novità su Parlons Enfance, troviamo la pubblicazione progressiva dei risultati e delle risorse derivanti da questa raccolta, accompagnate da analisi tematiche.

Educatore specializzato che consulta risorse sull'infanzia in una biblioteca professionale moderna

Partecipazione dei giovani dai 13 ai 18 anni: un pubblico trattato a pieno titolo

Circa 700 giovani dai 13 ai 18 anni hanno partecipato alla consultazione. Questo numero può sembrare modesto rispetto ai 10.000 rispondenti totali, ma riflette una scelta metodologica: l’ONE non ha fuso la voce adolescenziale con quella degli adulti.

Le contribuzioni dei giovani sono state analizzate separatamente. Le loro preoccupazioni riguardano argomenti che i genitori non affrontano sempre allo stesso modo: l’uso degli schermi visto dall’interno, la pressione scolastica, il rapporto con il digitale come spazio sociale e non solo come semplice rischio.

Schermi e digitale: un disallineamento di percezione tra generazioni

I genitori che rispondono a questo tipo di consultazione esprimono spesso preoccupazione per il tempo trascorso davanti agli schermi. Al contrario, i giovani stessi descrivono il digitale come uno strumento di autonomia e di legame sociale, pur riconoscendo effetti negativi sulla loro concentrazione.

Il disallineamento tra percezione genitoriale e esperienza adolescenziale del digitale costituisce uno degli insegnamenti più utilizzabili per le politiche pubbliche. Una regolamentazione efficace sull’accesso dei bambini alle applicazioni e ai social network non può essere costruita solo a partire dalla visione adulta.

Dodici insegnamenti e un contratto di gestione: il seguito concreto della consultazione

La sintesi pubblicata all’inizio del 2026 ha evidenziato 12 grandi insegnamenti della consultazione. Tra gli assi ricorrenti:

  • Il carattere indissociabile del benessere del bambino e del benessere del genitore, trattati come un binomio e non come due temi separati
  • La questione dei ritmi imposti alle famiglie (orari scolastici, attività, tempi di viaggio) e il loro impatto sulla quotidianità dei bambini in età prescolare e in materna
  • La richiesta di un accompagnamento genitoriale accessibile, online e in presenza, adattato ai diversi contesti familiari

Questi risultati non rimangono in un rapporto. Alimentano la preparazione del futuro contratto di gestione dell’ONE, il documento che fissa le priorità e i mezzi dell’istituzione per gli anni a venire. Questo legame diretto tra consultazione cittadina e programmazione istituzionale conferisce all’esercizio un peso che le indagini d’opinione generalmente non hanno.

Due mamme che discutono di consigli genitoriali attorno a un tablet su una terrazza di caffè in città

Servizio alle famiglie: quali assi di miglioramento emergono

Numerose contribuzioni evidenziano un bisogno di informazione centralizzata. I genitori segnalano la difficoltà di orientarsi tra i servizi disponibili (consultazioni prenatali, monitoraggio in asilo, supporto alla genitorialità) senza un punto d’ingresso unico.

L’altro asse significativo riguarda le pratiche digitali dei giovani bambini. Le famiglie chiedono riferimenti concreti, non imposizioni. Qual è l’età per una prima applicazione educativa? Come accompagnare un bambino in materna di fronte agli schermi senza cadere nel divieto totale né nel lasciar fare?

Le famiglie chiedono riferimenti concreti sul digitale, non imposizioni generali. Questa formulazione ricorre in numerose contribuzioni libere e distingue la consultazione dell’ONE da un semplice barometro d’opinione.

Risorse e notizie sull’infanzia: dove seguire l’evoluzione del dossier

La pubblicazione dei risultati dettagliati avviene per tematiche. I dati sul profilo dei rispondenti sono già accessibili, e le analisi settoriali (prima infanzia, adolescenza, genitorialità) seguono un calendario progressivo.

Per i professionisti della prima infanzia, gli insegnanti della scuola materna o gli attori del settore giovanile, questi risultati costituiscono una base di lavoro. Permettono di calibrare le attività proposte ai bambini e ai giovani in base a ciò che le famiglie esprimono realmente, piuttosto che a ciò che le istituzioni suppongono.

Oltre 10.000 rispondenti e un questionario in 9 lingue conferiscono a questa consultazione una base statistica che pochi esercizi simili raggiungono nella Federazione Wallonia-Bruxelles. Il fatto che i risultati siano direttamente inseriti nel contratto di gestione dell’ONE trasforma un approccio partecipativo in un leva per la decisione pubblica.

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